Brugnetti nell’Olimpo della marcia

07 Luglio 2020

LÒRIGA STORY - Il racconto degli olimpionici azzurri: il primo giro di pista a 8 anni nel campo intitolato a Dordoni, il Mondiale a Siviglia, l’oro della consacrazione ad Atene 2004 nella 20 km

 

I miei ricordi - Avendo conosciuto personalmente gli olimpionici dell’atletica italiana ve li racconto, con particolari talora inediti delle loro carriere. Vanni Lòriga

È Ivano Brugnetti a raccontarci la gara sui 20 chilometri di marcia vinta ad Atene il 20 agosto 2004. “Mi presentai a quei Giochi - racconta - ben preparato. Ritenevo di essere in grado di battermi per un posto sul podio. Ero intenzionato a dare tutto ma sapevo che la concorrenza era forte. Una sola persona scommise sulla mia vittoria (c’era il totalizzatore) e vinse una bella cifretta, visto che ero dato ‘a cinque’. Si trattava di Gianni Corsaro, che mi conosceva bene essendo stato a lungo responsabile della marcia nelle Fiamme Gialle (e non solo) in cui militavo”.

“Due giorni prima della gara seguii alla TV, insieme al collega Gandellini, la prova sui 200 misti di Massimiliano Rosolino, nostro idolo e campione olimpico in carica. Non andò come speravamo e ne soffrimmo per lui. Ma non mi lasciai condizionare dal pessimismo. Sapevo quanto valevo. La mattina presto, con un caldo terribile, non fu necessario neanche un metro di riscaldamento... anzi, prima del via, mi rinfrescai l’interno delle gambe con blocchetti di ghiaccio. Al colpo di pistola partii come un razzo e passammo al primo chilometro in 4 minuti, alla velocità di 15 chilometri orari. Sia il presidente Gola che il mio tecnico La Torre mi raccomandarono prudenza ma io avevo in testa il mio cronometro e sapevo che per debellare gli avversari quella era l’unica tattica possibile”.

Giro dopo giro sempre più veloce
Dopo la vittoria tutti elogiarono la sua scelta strategica, primo fra tutti Maurizio Damilano, olimpionico anche lui e responsabile mondiale della marcia. E ritengo perciò interessante ricordare i tempi di passaggio giro per giro, cioè ogni due chilometri. E si potrà constatare che risultarono decisivi quelli coperti ad una velocità superiore ai famosi 15km/h cioè in meno di otto minuti.

Km 2     8:11
Km 4     8:12
Km 6     8:03
Km 8     7:57
Km 10     7:55
Km 12     7:54
Km 14     7:53
Km 16     7:53
Km 18     7:49
Km 20     7:53

E si può notare che il tratto di cinque chilometri percorso più velocemente fu l’ultimo, ampiamente sotto i 20 minuti. Sapeva Ivano di essere l’unico in grado di andare a quella velocità. Alla fine fu una marcia trionfale in un crescendo perpetuo.

È nato un campione
Quando Ivano divenne marciatore? Aveva otto anni e si recò ad assistere ad un allenamento del fratello maggiore Luigi che praticava la specialità e lui lo prese in giro per l’ancheggiare caratteristico della specialità (allora si chiamava avanzamento dell’anca). L’allenatore Antonio La Torre lo mise in riga: “Visto che sei tanto spiritoso, fai anche tu un giro di pista…”. Ivano obbedì e alla fine La Torre prese da parte papà Tonino e gli disse: “Questo ragazzo è nato campione, deve fare la marcia…”. La pista di questo primo test è intitolata a Pino Dordoni... un segnale preciso e benaugurante. Ivano cominciò a marciare e la sua prima società fu la Geas, famosissima soprattutto per la squadra femminile di basket che vinse otto scudetti. Poi il passaggio alla mitica Riccardi di Renato Tammaro.

Ma siccome la marcia, come la Poesia, non regala pane, Ivano decise di arruolarsi in una società militare. Entrò in Fiamme Gialle, e fu la scelta giusta.

Seguito sempre dal già citato professor La Torre (di cui, come di altri, parleremo nel capitolo dedicato ai Maestri) oltre alla appena descritta vittoria olimpica vanta il titolo mondiale 1999 sulla distanza dei 50 chilometri, dopo la squalifica del russo Skurygin: dopo anni di sofferenza scoprì, con il suo Pigmalione, che il suo territorio ideale di caccia era nella prova più breve. In Finanza sta facendo anche la sua carriera operativa: superato il concorso presta servizio da maresciallo a Milano. E come al solito “avanti tutta”. Resta da chiarire la sua radice lombarda: se lo contendono Sesto San Giovanni e Bresso. Ma in lui esiste una radice del sud: la mamma, Antonietta, è nata nei dintorni di Napoli.

IVANO BRUGNETTI
Nato a Milano l'1 settembre 1976
Presenze in Nazionale: 27
Campione olimpico dei 20 km di marcia ad Atene 2004
La scheda su fidal.it

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Brugnetti al Partenone dopo il successo di Atene 2004 (foto Colombo/FIDAL)


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