Locatelli: ''Tanto lavoro per il futuro''

13 Agosto 2017

Il Direttore Tecnico dell'Alto Livello Elio Locatelli e il presidente FIDAL Alfio Giomi commentano la rassegna iridata.


 

"Almeno abbiamo evitato lo zero tituli”. Esordisce così il Direttore Tecnico per l’Alto Livello Elio Locatelli a The Mall a pochi minuti dalla premiazione di Antonella Palmisano, bronzo nella 20 chilometri di marcia. “Non posso dire di essere soddisfatto, perché, oltre a una medaglia, puntavamo ad almeno quattro o cinque finalisti. Oggi nell’atletica leggera è sempre più difficile portare avanti con efficacia l’attività agonistica d’alto livello. Qui a Londra si poteva, anzi si doveva, fare meglio. Ci sono stati alcuni noni e tredicesimi posti di troppo, ma questo non incide nel bilancio globale di una manifestazione che non è andata bene".

Al suo fianco c’è il presidente FIDAL Alfio Giomi: “Sono necessari controlli più serrati su tecnici e atleti d’alto livello: ovvero dobbiamo fidarci meno, concedetemi il termine, ed entrare di più nel merito della preparazione. È evidente che alcune prestazioni non sono state all’altezza di quanto ci aspettavamo”. Continua il presidente: “È difficile dare un giudizio unico per tutti, ci sono stati picchi verso l’alto e verso il basso in particolare nell’atteggiamento agonistico e nell’approccio alla gara. C’è chi si è accontentato di essere qui, e questo non è accettabile. Al contrario, un plauso particolare va agli atleti di endurance e ai marciatori; la marcia negli ultimi anni ha vissuto momenti di difficoltà ma oggi ha dimostrato di essere viva e di voler essere protagonista, con 5 azzurri nei primi 16”. Infine un accenno al reclutamento di nuovi talenti: “Il numero dei tesserati è cresciuto in modo importante, da 180mila a oltre 250mila, e a livello giovanile siamo una nazione fra le più forti d’Europa. È nostra grande responsabilità non disperdere questo patrimonio”.

Di 33 atleti inseriti nel gruppo dell’alto livello, a Londra ne erano presenti solo 17. Elio Locatelli: “Abbiamo bisogno di un maggior controllo sugli atleti d’elite. Per questo servono allenatori a tempo pieno, e quindi risorse dedicate. Vanno ricreati gruppi di lavoro soprattutto in quelle specialità in cui è poco produttivo lavorare da soli, ovvero corse e marcia. E va rinforzata l’assistenza per il recupero, cioè quella fisioterapica e medica durante tutto l’anno”.

Continua Locatelli: “Per prima cosa mi riunirò con i miei collaboratori e faremo un programma dettagliato settore per settore; in seconda battuta incontreremo gli atleti con i loro allenatori. Deve essere chiaro che non si allena per telefono, e che a questi livelli l’obiettivo non deve essere il campionato Italiano ma le grandi rassegne. Tirrenia e Formia saranno naturalmente sfruttate al massimo. Sarà importante anche lavorare sulle staffette con gruppo di velocisti focalizzati esclusivamente su questo. Siamo in grado di entrare in finale nella 4x100, e anche in chiave staffetta del miglio abbiamo buoni quattrocentisti, come non succedeva da un po’. Detto della 4x400 femminile, possiamo essere competitivi in tutte e quattro le staffette”.

Palmisano e Meucci a parte, sono mancati anche i finalisti fra i primi otto: “Oltre alle occasioni perse come quella della 4x400, abbiamo sentito la mancanza del capitano Fabrizio Donato, che con la sua misura d’esordio stagionale qui sarebbe salito sul podio, ma anche di talenti quali Lamont Jacobs e Paolo Dal Molin, Filippo Randazzo e anche lo stesso Andrew Howe. Portare tutti coloro che sono entrati nel target number non è stato produttivo. Ho visto in azione atleti già stanchi dopo mesi di rincorsa al minimo. Non è logico pensare che un atleta che non è riuscito ad ottenere lo standard d’iscrizione poi vada a un Mondiale e si migliori, o passi un turno”.

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