Denti, sport e perfomance: tutti i segreti

21 Novembre 2020

Ne parliamo con Daniele Puzzilli responsabile Odontoiatra dell’Istituto di Medicina e Scienze del CONI e con Fabrizio Donato. Diversi i dati interessanti emersi

 

a cura di Moreno Saddi

Denti e sport. Sentiamo cosa ci dicono il pluricampione del salto triplo Fabrizio Donato e il Dott. Daniele Puzzilli, responsabile Odontoiatra dell’Istituto di Medicina e Scienze del CONI. Si parla delle relazioni tra i denti e le performance sportive, spiegate in maniera professionale ed esaustive. A corredo di tutto ciò, un servizio della trasmissione Rai del Tg2 Medicina 33 del 12 febbraio 2020, curata dalla giornalista Laura Berti. Le foto sono dell’Ufficio Stampa del CONI. Si ringrazia Fabio Barchesi, Direttore del CONI Lab.

Dott. Daniele Puzzilli, come si rapporta nei confronti di un’atleta? “Fondamentalmente l'approccio corretto per un’atleta professionista, sarebbe quello di tener conto dell’atleta nella sua totalità. Atleta professionista, olimpico, o amatore, ovviamente nei riguardi dello sportivo l’attenzione è sempre la stessa! Vuol dire capire se dal mio punto di vista la bocca ha degli elementi che possono creare una alterazione dell'equilibrio posturale e conseguentemente l'insorgenza di una patologia. Patologia che si trasforma in un sintomo, può creare dei rischi per infortuni ricorrenti e fondamentalmente l'ottimizzazione della postura corrisponde sempre ad una ottimizzazione della performance sportiva. Quindi se noi stiamo attenti ad analizzare la bocca e ha tutti gli elementi che possono essere causa di un'alterazione abbiamo senz'altro la visione più equilibrata più performante e più preventiva della salute del nostro atleta”.

Quali sono le cause ricorrenti? “Le cause più frequenti di un’alterazione posturale sono senz'altro in primis una malo-occlusione dentale vuol dire quando le due arcate chiudono in modo scorretto. Da lì fanno partire delle catene cinetiche discendenti asincrone e asimmetriche che determinano ovviamente uno squilibrio posturale. La seconda causa in ordine d’importanza che crea delle problematiche molto frequenti nell’atleta sono i denti del giudizio inferiori mal posizionati, che hanno una correlazione molto importante con l’Ileopsoas. Quindi ovviamente una serie di dolori lombari, dolori o infortuni agli arti inferiori muscolari, sono molto spesso causati dai denti del giudizio mal posizionati. Andando avanti un’altra causa molto frequente e il serramento dentale o l’arrotamento dentale che, porta un'attività para-funzionale della nostra dentatura soprattutto durante il sonno ma molto spesso anche durante la giornata, che crea un’alterazione, una stanchezza e un’attività muscolare che non dovrebbe esserci, visto che in certi momenti il nostro fisico ha bisogno di recupero”.

Che tipo di apparecchiature si utilizzano per fare le diagnosi? “In che modo si fa quest’analisi, ovviamente non soltanto dal punto di vista clinico quindi un buon esame posturale e mandibolare occlusale ma esistono una serie di strumenti elettronici che ci permettono di fare una buona diagnosi oggettiva e questo è un valore molto importante che ci tengo a dirti perché non mi fido di approcci troppo manuali che non tengono conto di strumentazioni elettroniche perché diventano molto spesso soggettivi.

Quello che utilizzo io da tanti anni e ovviamente utilizzo anche al CONI Lab e l’Elettromiografia di superficie che serve a controllare l'attivazione della muscolatura masticatoria. Un esame elettronico dell'occlusione quindi un sostituto digitale delle vecchie carte di articolazioni che permette di poter vedere l’occlusione dentale in che condizioni sta e dare un senso ai vari contatti dentali. Radiologicamente utilizziamo l’Ortopanoramica Tridimensionale o Conebeam che ci permette di poter vedere in tre dimensioni tutto l’apparato dentale e la parte che riguarda l’articolazione mandibolare. Poi utilizziamo varie pedane, per controllare eventuali squilibri del corpo, tramite l’appoggio dei piedi. Questi esami posturali servono ovviamente a capire quanto una patologia sia discendente quindi che derivi dalla bocca, oppure ascendente che derivi dall’appoggio podalico”.

Le terapie adottate? “L’individuazione di queste cause, ovviamente devono avere una prosecuzione con la scelta della migliore terapia. Ovviamente, molto spesso quando ci sono delle infiammazioni ai denti del giudizio mal posizionati, la richiesta è quella di estrazione del dente del giudizio. Così, come quando esiste una malo occlusione dentale, si mira proprio alla correzione con apparecchi rimovibili che permettono lo spostamento dentale e parallelamente una funzione da ‘Bite’ oppure un vero e proprio Bite, che viene utilizzato durante la performance sportiva e durante il sonno. Il Bite ha la funzione di riequilibrare questa alterazione delle muscolature mandibolari e sulle catene cinetiche discendenti. La mia attenzione si è rivolta proprio in questo tipo di lavoro, quello di calcolare proprio la bocca all'interno di un sistema molto più organico che il nostro corpo e non limitarmi soltanto alla cura del dente”.

Quali sono stati gli atleti di rilievo che sono stati curati al CONI Lab? “Nel corso di 25 anni, tantissimi sono gli atleti che ho seguito nella mia carriera: nel campo dell'atletica leggera, sono dall'anno che vinse il mondiale l’ostacolista Fabrizio Mori, all’anno olimpico con la lunghista Fiona May, fino ad arrivare a collaborazioni con preparatori e team olimpici nazionali di staffetta o di velocità, per arrivare oggi al velocista Filippo Tortu e l’astista Claudio Michel Stecchi”.

Per quanto riguarda il rapporto con Fabrizio Donato? “È nato più di 20 anni fa, ci siamo conosciuti grazie a sua moglie Patrizia Spuri – ex atleta azzurra, specialista dei 400 -, che era già mia paziente e Fabrizio è stato un buon esempio di quanto è importante la bocca per l'eliminazione di sintomi e, poi negli anni anche la prevenzione e l'ottimizzazione della performance sportiva. Perché con lui abbiamo avuto problemi agli arti inferiori e abbiamo tolto dente del giudizio abbiamo avuto problemi di poca forza esplosiva durante il terzo balzo ed abbiamo lavorato con un Bite. Abbiamo sostituito l'otturazione di piombo perché dava tossicità a livello metabolico, abbiamo tolto un infezione che dava un dolore alla schiena, insomma veramente un percorso molto intelligente.


Grazie a Fabrizio che portò da me Andrew Howe – detentore del record italiano all’aperto ed indoor del lungo -, nonostante l'ho presi in cura quando già la presenza degli infortuni l'avevano un pò demoralizzato a livello psicologico - anche Andrew aveva una problematica muscolare ricorrente agli arti inferiori - ha tolto i denti del giudizio e il problema è ovviamente sparito. L'importante è non generalizzare, non a tutti gli atleti vanno tolti i denti del giudizio, non tutti devono mettere un Bite ma fare una corretta diagnosi differenziale per poter creare il miglior risultato da un punto di vista clinico!”.

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Fabrizio Donato, cosa bisogna fare per emergere nell’atletica odierna? “Partendo dal presupposto che, nello sport moderno, nel caso specifico della nostra amata atletica, dove il livello di performance ha raggiunto livelli altissimi, secondo il mio modesto parere a fare la differenza per essere competitivi con il mondo, sono i particolari. Nel caso specifico, questo particolare è semplicemente “prevenzione”. Molto spesso, gli addetti ai lavori, vanno alla ricerca di chissà quali nuove strade, complicate e tortuose, quando forse la soluzione ai problemi è dietro l’angolo, oppure come nel caso specifico, nello studio del nostro dentista”.

In questo caso, quando si instaurò il tuo rapporto con il dentista? “La mia collaborazione con il dott. Daniele Puzzilli, nasce nel lontano anno 2000, guarda caso con l’anno della mia consacrazione! Sarà un caso? Appassionato e amante dello sport, da subito sposa a pieno i miei valori e da lì una collaborazione che ormai dura da 20 anni. È ormai risaputo e scientificamente dimostrato da studi, che esiste una correlazione, fra l’occlusione dei denti e la postura del nostro corpo; ed è proprio da tale studi che nasce l’intuizione del dott. Puzzilli, di estrarre i miei denti del giudizio! Uno dei miei punti deboli che, troppi problemi mi hanno creato, è la catena cinetica posteriore, in particolare modo gli ischio-crurali. Distretti muscolari fondamentali per la riuscita del nostro gesto tecnico sportivo”.

Come hai convissuto con queste problematiche? “Negli anni ho sempre sofferto di tensioni muscolari, dove in periodi di massimo carico, ho subito anche lesioni muscolari importanti. Nonostante il lavoro alternativo, la cura quasi maniacale con lavori specifici, puntualmente il problema si ripresentava. Non avere libertà di movimento, implica un gesto tecnico soffocato e la non riuscita delle fasi di decontrazione e contrazione muscolare che sono fondamentali per la performance e/o salvaguardia muscolare. Dall’estrazione dei denti, sono servite veramente poche settimane per avvertire già dei benefici! Ricordo bene che la sensazione fu proprio quella di aver tolto il freno a mano”.

Fabrizio: quale messaggio vuoi dare agli amici sportivi? “Se posso dare un consiglio, prima di cercare metodologie d’allenamento 'miracolose', imparate ad ascoltare il vostro corpo, ok non parla, ma vi posso assicurare che è più intelligente di quanto possiate immaginare. Tale operazione, secondo me, rientra in quella routine, che anche nella vita di tutti giorni andrebbe seguita, si chiama semplicemente: prevenzione”.

Tg2 - Medicina33 del 12 febbraio 2020


Fabrizio Donato al Giannattasio di Ostia


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