Piemonte culla dell'Atletica Leggera (8a parte)

09 Aprile 2020

Nell'ottava puntata approfondimento su: il Cus non sta a gurdare.

 

Primo Nebiolo aveva le idee chiare sull’Atletica Leggera, la regina dello sport e delle Olimpiadi per attrarre pubblico, media e sponsor doveva diventare spettacolo, le Universiadi del ’59 gli avevano confermato questa intuizione e nel ’63 dette vita al Meeting Preolimpico del 2 giugno propedeutico alle Olimpiadi di Tokyo, poi Meeting Universitario.


Durò fino al 1983 con sole tre interruzioni, nel ‘ 70 per le Universiadi a Torino, nel ’74, ma poi fu doppio nel ’75 e nell’ 81 avendo perso interesse, fu riproposto nel ’95 e dal 2000 fu dedicato al Presidentissimo come veniva definito Nebiolo, presidente FISU nel ’61, presidente FIDAL dal ’69 all’89, presidente IAAF dall’’81  al ’99 anno della sua scomparsa, membro del CIO dal ’90, con queste cariche dette vita alla rivoluzione dell’Atletica: Campionati Mondiali outdoor e indoor, Mondiali di cross, Coppa del Mondo di Maratona, di Mezza Maratona, di Staffette e di Marcia, oltre a numerosi Meeting internazionali.

A livello locale mise la stessa passione ed inventiva nella conduzione del suo CUS: “io mi esalto per le grandi prodezze degli atleti, che sono come miei figli, la mia famiglia”

Ingaggiò il tecnico Carlo Riccardi formatosi nell’Oregon con corsi di atletica all’avanguardia a settantamila lire al mese, una cifra astronomica per quell’epoca, all’inizio degli anni ’70 cominciò a pescare nel Fiat: Franco Zandano, Vittorio Roscio, Gianfranco Barale, con Franco Ossola nel ’72 migliorano il primato italiano della 4 x 100.

Roscio vinse anche un titolo nei 60 indoor e vestì quattro volte la maglia azzurra e Zandano nove, Ossola tre.

Un grosso contributo venne da Livio Berruti dal ’63 al ’68 , due titoli nei 200, 11 maglie azzurre.

Il grande colpo fu l’acquisto di Marcello Fiasconaro, arrivò dal Sud Africa nel ’71 e come “libero” vinse i 400 in 45”7, Nebiolo non se lo lasciò sfuggire e in soli quattro anni vinse cinque titoli, tre nei 400 e uno nei 400 indoor, a questi va aggiunto uno negli 800 indoor con l’ALCO Rieti.

Stabilì il record del mondo negli 800 con 1’43”7 a Milano nel ’73, ancor oggi record italiano, agli Europei di Helsinki vinse l’argento nei 400 e il bronzo nella 4 x 400. Dovette abbandonare l’attività per problemi fisici nel ’78.

Altro grande acquisto l’astista Silvio Fraquelli col gemello Osvaldo da Asti, 22 maglie azzurre dal ’71 al ’76, cinque titoli italiani di cui due con le Fiamme Gialle e uno indoor, oro ai Giochi del Mediterraneo; partecipò alle Olimpiadi di Monaco nel '72. Ha preso parte ai Campionati Europei sempre in quell'anno. Osvaldo indossò solo due volte la maglia azzurra.

Dalla Fulgor Thiene arrivò nel ‘74 Vanni Rodeghiero giavellottista, 22 maglie azzurre, sette titoli nazionali di cui tre col Cus, argento alle Universiadi e bronzo ai Giochi del Mediterraneo.

Quattro atleti brillarono nelle lunghe distanze. Giuseppe Gerbi vestì 21 volte la maglia azzurra, alle Olimpiadi di Mosca fu sesto nei 3000 siepi, vinse quattro titoli italiani, due di Maratona 2h11’25” a Roma nell’83, una nei 5000 e una nei 3000 indoor.

Francesco Amante un titolo nella mezza maratona e uno nella maratona, due presenze in nazionale. Renato Martini un titolo nella mezza maratona, sette maglie azzurre . Giampaolo Messina, sette maglie azzurre, un titolo di mezza maratona col Cus e uno di maratona con la Lana Gatto

Un cenno particolare per il giornalista alessandrino Giacomo Crosa, quattro presenze in nazionale nell’alto, partecipò  alle Olimpiadi di Città del Messico e stabilì il record italiano con 2,14.

Due atleti piemontesi cercarono fortuna altrove data la vicinanza geografica. Sergio Bello di Intra quattrocentista della Lilion Snia Varedo di Milano vestì 45 maglie azzurre spesso nelle staffette: settimo nella 4x400 alle Olimpiadi di Città del Messico, un argento e un bronzo agli Europei, due ori e due bronzi alle Universiadi, tre ori ai Giochi del Mediterraneo. Cinque titoli nazionali nei 400 piani e uno nei 400 hs, otto con la 4 x 400 e  due con la 4 x 200.

Breve apparizione di tre atleti importanti in società torinesi: Antonio Ambu il più grande fondista italiano, 37 maglie azzurre, due Olimpiadi, Tokyo e Città del Messico ed un oro ai Giochi del Mediterraneo, sei titoli nazionali nei 5000, sette nei 10000, otto nella mezza maratona e sei nella maratona, gareggiò per la Lancia nel ’61 .

Mario Fraschini, 19 maglie azzurre, partecipò alle Olimpiadi di Roma nella 4x400, cinque titoli italiani nei 400, uno negli 800 e due nella 4x400, gareggiò per la Carpano nel ‘62.

Carmelo Rado, 21 maglie azzurre, settimo alle Olimpiadi di Roma, un titolo italiano nel disco con la maglia dell’ Unione Giovane Biella.

Da ricordare Pier Carlo Molinaris della Virtus Asti, 12 maglie azzurre, due titoli italiani nel lungo. Master di assoluto rilievo.


Primo Nebiolo e Pietro Mennea


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